{"id":436,"date":"2019-12-08T20:41:59","date_gmt":"2019-12-08T19:41:59","guid":{"rendered":"http:\/\/morteorazione.advisualweb.it\/?page_id=436"},"modified":"2026-02-20T14:18:20","modified_gmt":"2026-02-20T14:18:20","slug":"venerdi-santo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/?page_id=436","title":{"rendered":"Venerd\u00ec santo"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; admin_label=&#8221;Header Section&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_color=&#8221;#000000&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_fullwidth_slider use_bg_overlay=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; min_height=&#8221;588px&#8221; custom_margin=&#8221;||-23px|||&#8221; custom_padding=&#8221;||2px|||&#8221; auto=&#8221;on&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_slide _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; background_image=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/843_Alex-Marchesani.jpg&#8221; background_enable_image=&#8221;on&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_transition=&#8221;on&#8221; title_text=&#8221;843_Alex Marchesani&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_slide][\/et_pb_fullwidth_slider][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_color=&#8221;#000000&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_5,3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/FAZ_7474.jpg&#8221; title_text=&#8221;FAZ_7474&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Olivier-Jules102-scaled-1.jpg&#8221; title_text=&#8221;Olivier Jules102&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>E\u2019 dal XVII secolo che l\u2019Arciconfraternita inizi\u00f2 a solennizzare i riti della settimana santa e all\u2019inizio non era una vera e propria processione, ma bens\u00ec\u00a0<strong>una sacra rappresentazione teatrale con la raffigurazione dei momenti del martirio di Cristo<\/strong>, dopo la mezzanotte del Venerd\u00ec Santo fino alle quattro del mattino. Negli anni, il corteo si \u00e8 andato via via modificando, fino ad arrivare, nella seconda met\u00e0 dell\u2019800, pi\u00f9 o meno, a quello a cui siamo abituati oggi.<\/p>\n<p>L\u2019attesa e la partecipazione di frentani e confratelli sono sempre le stesse. Anche la\u00a0<strong>preparazione spirituale e logistica dei confratelli<\/strong>, per la processione, segue regole, riti e tradizioni consolidate. Si preparano le fiaccole lungo tutto il percorso, le torce, l\u2019ordine di processione. Tutto segue un rituale ben preciso: l\u2019uscita dalla chiesa, la disposizione dei misteri, la Croce e il Cireneo, la consegna dei fiocchi della bara del Cristo Morto, gli abiti confraternali e tanto tantissimo raccoglimento. Le musiche di Ravazzoni e Masciangelo faranno la loro parte nella creazione\u00a0dell\u2019atmosfera fatta di misticismo e mistero.<\/p>\n<p>Con la Pannarola\u00a0<strong>saranno i bambini ad aprire la processione<\/strong>\u00a0perch\u00e9 rappresentano la forza motrice che fa andare avanti l\u2019uomo attraverso il messaggio evangelico. A seguire ci sono\u00a0<strong>i talami con i misteri della Passione<\/strong>, accollati da adolescenti o da giovani confratelli. Ed \u00e8 a questo punto che si trova la Croce, portata a spalla da un confratello scalzo, a ricordo di Simone di Cirene, che aiut\u00f2 Ges\u00f9 nella sua salita al Golgota. Il Cireneo \u00e8 senza dubbio, come anche nella\u00a0<strong>processione del Gioved\u00ec Santo<\/strong>, la figura che genera maggior interesse, curiosit\u00e0 e pathos emotivo poich\u00e9 racchiude in s\u00e9 tutto il significato della Passione di Cristo ed \u00e8 ci\u00f2 che caratterizza maggiormente l\u2019Arciconfraternita. E i confratelli tutti gli fanno da ala, come in un grande abbraccio mentre si alternano nell\u2019accollare la bara del Cristo Morto,\u00a0<strong>privilegio esclusivo dei confratelli<\/strong>dell\u2019Arciconfraternita Morte e Orazione.<\/p>\n<p>La processione viene<strong>\u00a0simbolicamente chiusa dalle consorelle<\/strong>\u00a0che con la loro incessante preghiera accompagnano e circondano<strong>\u00a0le statue dell\u2019Addolorata<\/strong>,\u00a0<strong>Maria di Magdala<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Maria di Cleofa<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_toggle title=&#8221;Approfondimento&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_color=&#8221;#000000&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Cos\u00ec scrive in merito l&#8217;illustre storico:<\/p>\n<p>[\u2026]Dalla Fraternita della morte usciva la sacra farsa ossia la funzione della pubblica tragedia della Passione che si recitava la sera del Venerd\u00ec santo in mezzo alle pubbliche piazze della Citt\u00e0 con il consenso di tutta la popolazione anche forestiera, una scena si rappresentava in un luogo, altra in un altro luogo, con decoroso apparato facendosi spettacolo a tutta l&#8217;intera Citt\u00e0&#8230;in somiglianza di quella facendosi in Napoli, inventata verso la fine del regno degli Angioini[\u2026]<\/p>\n<p>Questa Processione si muoveva dopo la mezzanotte del Venerd\u00ec Santo composta da \u2018Talami\u2019, palchi sui quali erano drammatizzate scene della Passione, portati da facchini o contadini vestiti di un saio di sacco nero, preceduti dalla Processione vera e propria dei Confratelli che recavano ognuno una grossa torcia di cera in mano<\/p>\n<p>Uscendo dalla Chiesa di San Giuseppe del Borgo il corteo arrivava alla Chiesa delle monache clarisse, odierna Santa Chiara, nella cui piazzetta antistante erano precedentemente stati collocati banchi e panche per i notabili che volevano assistere alla manifestazione.<\/p>\n<p>Da questo luogo si andava davanti al Palazzo Arcivescovile e qui rivivevano di nuovo le scene; in seguito le rappresentazioni si svolgevano anche davanti ai palazzi dei nobili della Citt\u00e0 sul percorso che dal Palazzo arcivescovile portava alla piazza della Nunziata (ora P.zza Plebiscito); la Processione si concludeva alle quattro del mattino.<\/p>\n<p>Seguiva la sacra rappresentazione anche l&#8217;Arciconfraternita dell&#8217;Addolorata che, uscendo dalla chiesa di Santa Lucia, recava la statua della Vergine in gramaglie.<\/p>\n<p>Quindi, all&#8217;inizio non si svolgeva una vera e propria Processione, ma si assisteva ad una forma di rappresentazione teatrale di genere sacro, un autentico \u201cmistero\u201d popolare con la raffigurazione dei momenti del martirio di Cristo; questo tipo di rappresentazione ebbe fine nel 1741 quando i Confratelli\u00a0 [\u2026]fecero venire il Cristo Morto da Napoli[\u2026]<\/p>\n<p>Nel 1798, per porre rimedio all&#8217;esigua capienza della Chiesa di San Giuseppe del Borgo, durante le funzioni della Settimana Santa, per la prima volta venne portata in Processione la statua del Cristo Morto, sulla cui origine vi \u00e8 un velo di mistero e di leggenda: si attribuisce la realizzazione della statua lignea ad una monaca di clausura che, sconvolta dalla perfezione dell&#8217;opera da lei realizzata, impazz\u00ec.<\/p>\n<p>E&#8217; difficile credere oggi a questa leggenda che attribuisce la realizzazione della statua alla mano della monaca se prendiamo in considerazione ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 stato tramandato dal manoscritto del Bocache, il quale, invece, sostiene che la statua \u00e8 stata acquistata dai Fratelli.<\/p>\n<p>\u00a0Il sacro corteo era preceduto dai &#8220;Misteri&#8221; della Passione di Ges\u00f9, cio\u00e8 da simboli denominati dal Bocache &#8220;I sette trofei della Passione&#8221; : l\u2019angelo dell\u2019angoscia con calice e croce, gli strumenti della cattura di Ges\u00f9 nell&#8217;orto degli ulivi, la colonna della flagellazione con il gallo, la mano di Malco, i flagelli insanguinati, la colonna con la corona di spine, il mantello di porpora e il catino di Pilato; il volto Santo sostenuto da due angioletti; la colonna con la veste inconsutile, i dadi, il martello, i chiodi e la tenaglia, la scala con la scritta della sentenza, la lancia e la spugna.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Con il passare degli anni il momento dell\u2019uscita della Processione, in base ad un decreto sull&#8217;ordine pubblico del Regno di Napoli datato 10. X. 1767, fu anticipato di un giorno, fermandosi nelle piazze dei quattro quartieri di Lanciano (Borgo, Civitanova, Sacca, Lancianovecchia) dove erano tenuti dei brevi sermoni detti anche &#8220;posate&#8221;, solennizzati dall&#8217;Arcivescovo della Citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altre fermate con posate venivano effettuate dentro la Chiesa di Santa Chiara e nella Chiesa della Madonna del Ponte.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dopo il 1845 il corteo sub\u00ec altre variazioni:\u00a0 infatti esso veniva, come oggi, aperto da uno stendardo detto &#8220;Pannarola&#8221;, che ha la stessa forma del fiocco situato a prua delle navi a vela, dalla cui sommit\u00e0 si dipartono dei fiocchi tenuti da bambini piccoli che si stringono in cerchio intorno ad esso:\u00a0 rappresentano la forza motrice che fa andare avanti gli uomini attraverso il messaggio evangelico; il fiocco \u00e8 seguito da gruppi di adolescenti disposti a quattro a quattro, che accollano i talami con i misteri della Passione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 A questo punto della Teoria si trova la Croce, portata a spalla da un Confratello scalzo ed incappucciato, a ricordo di quell&#8217;uomo di Cirene che aiut\u00f2 Ges\u00f9 Cristo nella sua ascesa al Golgota.\u00a0<\/p>\n<p>Il Cireneo, al quale solo il Priore pu\u00f2 accostarsi, \u00e8 scortato da quattro lampioni, di stile barocco, sorretti da Confratelli, mentre davanti ad essi fanno da ala gli altri Confratelli che si alternano nell\u2019accollare la bara del Cristo Morto. Tutti ne hanno il diritto-dovere, come\u00a0 testimoniato da un verbale datato 24 marzo 1868, in cui il Priore afferma: [\u2026]solo i Fratelli hanno il diritto di accollare il Cristo nella processione del Venerd\u00ec santo, quindi sono esclusi tutti gli estranei dalla bara del Cristo ove \u00e8 ammesso che i soli Fratelli[\u2026],il tutto preceduto dallo stendardo e dal talamo raffiguranti lo stemma del Sodalizio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 La Bara viene preceduta dal Capitolo metropolitano con l&#8217;Arcivescovo, il clero, le religiose ed i religiosi, e seguita dal Priore e dal Consiglio d\u2019Amministrazione della Arciconfraternita. Seguono il corteo le Autorit\u00e0 civili e militari della Citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Processione viene chiusa dalle Consorelle, le quali fanno ala alle statue di Maria SS. Addolorata, Maria di Magdala e Maria di Cleofa portate a spalle dai confratelli; la Priora con al proprio fianco le consorelle pi\u00f9 anziane e meritevoli chiude il sacro corteo seguito da migliaia di fedeli.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 La Processione \u00e8 accompagnata dalle toccanti note musicali del &#8220;Christus&#8221;, musicato nel 1869 dal Maestro Francesco Paolo Masciangelo su commissione dell\u2019Arciconfraternita. In seguito fu introdotta anche la esecuzione della Elegia composta dal Maestro Ravazzoni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Verso la fine dell&#8217;ottocento vennero commissionati altri brani di musiche sacre, tutte di propriet\u00e0 dell\u2019Arciconfraternita, ai compositori lancianesi Bellini e Masciangelo; essi hanno musicato i noti versi del Salmo 50 Miserere, suddividendolo in dieci brani diversi: Miserere, Amplius, Tibi soli, Ecce enim, Auditui meo, Cor mundum, Redde mihi, Libera me, Quoniam, Benigne; oltre a questi Masciangelo ha composto per l&#8217;Arciconfraternita anche l&#8217;Inno a Maria.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Nel corso degli anni questi brani iniziarono a sostituire i sermoni durante le Posate ed in seguito, con l&#8217;abbandono di queste, sono stati raccolti per essere eseguiti in una audizione di Musiche Sacre nel giorno di Venerd\u00ec Santo prima dell\u2019uscita della solenne Processione; dalla seconda met\u00e0 degli anni novanta del secolo scorso, il Consiglio d\u2019Amministrazione, in considerazione dell&#8217;entit\u00e0 numerica dei\u00a0 brani posseduti, ha deliberato affinch\u00e9 venisse organizzata una seconda audizione serale completa di tutti i brani, da tenersi il Mercoled\u00ec Santo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 L\u2019identificazione delle musiche sacre di Masciangelo, Bellini e Ravazzoni con l\u2019Arciconfraternita stessa \u00e8 praticamente assoluta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quei brani ormai conosciuti a memoria dai tanti appassionati e fedeli sono come il marchio di fabbrica dei riti della Settimana Santa a Lanciano. Le note dell\u2019Elegia di Ravazzoni e del Christus di Masciangelo, le pi\u00f9 popolari e riconoscibili tra le altre, sono la colonna sonora della settimana di Passione lancianese, che precede la Pasqua.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nella notte di ogni Gioved\u00ec Santo, quando si levano le prime toccanti note dell\u2019Elegia, l\u2019emozione si fa sempre pi\u00f9 grande. \u00c8 il richiamo al raccoglimento, al silenzio ed alla preghiera per l\u2019imminente uscita in processione dei confratelli incappucciati.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutti i presenti, ovunque si trovino, aspettano \u201cl\u2019avvicinarsi\u201d di quella musica e della processione. C\u2019\u00e8 sempre il solito vecchietto che, anche se un po\u2019 assonnato, \u00e8 l\u00ec che aspetta e ripete infastidito \u201cnon si sente neanche la banda!\u201d, come per associare inestricabilmente la processione con il suo accompagnamento musicale. E in fondo, ogni persona spera di non cogliere proprio\u00a0 quel momento di silenzio che c\u2019\u00e8 tra la fine di un\u2019Elegia e l\u2019inizio di un Christus, per non perdere la magia del legame indissolubile che si crea tra la figura del Cireneo scalzo e la commovente musica che l\u2019accompagna.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuno riuscirebbe ad immaginare i riti di questa Settimana Santa senza queste musiche. \u00c8 come se ognuno non le ascoltasse pi\u00f9 con le orecchie, ma solo con il cuore. \u00c8 come se si andasse oltre lo splendore e la magnificenza dei suoni in s\u00e9 e si interpretasse il tutto sotto un profilo diverso, ponendo tutta l\u2019attenzione sul fascino emotivo che queste musiche sprigionano. E nelle note del mistero si racchiude tutta la storia dell&#8217;Arciconfraternita!<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 dal XVII secolo che l\u2019Arciconfraternita inizi\u00f2 a solennizzare i riti della settimana santa e all\u2019inizio non era una vera e propria processione, ma bens\u00ec\u00a0una sacra rappresentazione teatrale con la raffigurazione dei momenti del martirio di Cristo, dopo la mezzanotte del Venerd\u00ec Santo fino alle quattro del mattino. 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