{"id":431,"date":"2019-12-08T20:41:17","date_gmt":"2019-12-08T19:41:17","guid":{"rendered":"http:\/\/morteorazione.advisualweb.it\/?page_id=431"},"modified":"2026-02-20T14:15:02","modified_gmt":"2026-02-20T14:15:02","slug":"giovedi-santo-gli-incappucciati","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/?page_id=431","title":{"rendered":"Gioved\u00ec santo &#8211; Gli Incappucciati"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; admin_label=&#8221;Header Section&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_color=&#8221;#000000&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_fullwidth_slider use_bg_overlay=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; min_height=&#8221;588px&#8221; custom_margin=&#8221;||-23px|||&#8221; custom_padding=&#8221;||2px|||&#8221; auto=&#8221;on&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_slide _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; background_image=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/400_Alex-Marchesani.jpg&#8221; background_enable_image=&#8221;on&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_transition=&#8221;on&#8221; title_text=&#8221;400_Alex Marchesani&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_slide][\/et_pb_fullwidth_slider][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_color=&#8221;#000000&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;http:\/\/morteorazione.advisualweb.it\/wp-content\/uploads\/sites\/49\/2020\/01\/MG_31061111-scaled.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Non sono mancati, nel corso dei secoli, personaggi anche illustri che hanno voluto accollare la croce.<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 detto, nel capito riguardante la storia dell\u2019Arciconfraternita, come nel 1943 fu lo stesso Arcivescovo di Lanciano, Mons. Pietro Tesauri a farsi Cireneo.<\/p>\n<p>Dagli atti del processo di beatificazione di San Pompilio Maria Pirrotti apprendiamo che il 12 febbraio 1747, Gioved\u00ec Santo appunto, trovandosi a Tornareccio, egli:<span style=\"font-size: 14px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>con una croce di legno, pesante sulle spalle, corona di spine sul capo, a piedi nudi, nelle gambe postesi due forge di ferro e con dette due catene trascinandole in compagnia di alcuni altri ecclesiastici di quel Comune&#8230; sicch\u00e9 fece un viaggio di tal forma di penitenze per cammino disopra a sette miglia, e per strade di campagna spinose, molto sassose e di salite&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Questa importante testimonianza documenta l\u2019antichit\u00e0 di questa tradizione nel nostro territori ma questo tipo di manifestazioni, furono, proibite dalla riforma liturgica promossa da Benedetto XIV (Bologna, 31 marzo 1675 \u2013 Roma, 3 maggio 1758), per la loro tendenza a scadere in forme eccessivamente scenografiche e in espressioni di esagerato fanatismo.<\/p>\n<p>La processione del Gioved\u00ec Santo, nella forma in cui la conosciamo ha, infatti, origini abbastanza recenti.<\/p>\n<p>La sua istituzione, all\u2019inizio degli anni \u201980 del secolo appena trascorso, \u00e8 legata alla figura del compianto Priore Filippo De Rosa e al Consiglio Direttivo dell\u2019epoca che con entusiasmo accolse la sua proposta, finalizzata a rendere \u201ccomunitaria\u201d la visita dei Confratelli ai \u201cSepolcri\u201d allestiti nelle chiese cittadine.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;http:\/\/morteorazione.advisualweb.it\/wp-content\/uploads\/sites\/49\/2020\/01\/MG_30841111-scaled.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Se in tempi moderni la visita ai \u201csepolcri\u201d che inizia al calare della sera del gioved\u00ec (nel momento in cui per gli antichi iniziava la giornata del venerd\u00ec) deve svolgersi presso almeno tre chiese e sempre comunque in numero dispari in origine non dovevano essere meno di sette. L\u2019itinerario filippino, che si snodava lungo ventiquattro chilometri, prevedeva, infatti, sette soste presso le quattro Basiliche maggiori di San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le mura e le tre Basiliche minori di San Sebastiano sull\u2019Appia, Santa Croce in Gerusalemme e San Lorenzo fuori le mura.<\/p>\n<p>Le basiliche custodivano preziose reliquie ed erano anche luoghi di sepoltura dei martiri, \u00e8 possibile che proprio per quest\u2019ultima ragione sia invalso l\u2019uso di indicare le stazioni come \u201cSepolcri\u201d che ha poi portato la devozione popolare a ritenere impropriamente \u201cSepolcro\u201d il tabernacolo\u00a0 che si espone sull\u2019Altare della Reposizione al termine della messa \u201c<em>in Coena Domini<\/em>\u201d, che segna l\u2019inizio del Triduo Pasquale.<\/p>\n<p>A ciascuna delle sette soste presso \u201cSepolcri\u201d viene associato un particolare momento della Passione di Cristo, in parte coincidenti con le stazioni della Via Crucis: Ges\u00f9 nell\u2019orto degli ulivi, Ges\u00f9 davanti al Sommo Sacerdote Anna, Ges\u00f9 davanti a Caifa, Ges\u00f9 davanti a Pilato, Ges\u00f9 davanti ad Erode, Ges\u00f9 ricondotto a Pilato, Ges\u00f9 sul Golgota.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di questa pia espressione della devozione popolare ci resta una testimonianza tangibile in un piccolo libricino di preghiere stampato nel 1846:<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p><strong>I \u201cSepolcri\u201d e la processione del Gioved\u00ec Santo<\/strong><\/p>\n<p>di Domenico Maria S. del Bello<\/p>\n<p>Tra i riti della Settimana Santa la processione degli Incappucciati, che si svolge il Gioved\u00ec Santo a Lanciano, \u00e8 certamente uno dei pi\u00f9 suggestivi, singolari e caratteristici.<\/p>\n<p>Dalla chiesa di Santa Chiara, dopo il tramonto, escono, disposti in due file, i soli confratelli maschi, col cappuccio abbassato sul volto a celarne l\u2019identit\u00e0, accompagnati dalla Banda Musicale, facendo ala, con le torce accese, alla figura centrale del sacro corteo: il Cireneo.<\/p>\n<p>Il Cireneo \u00e8 il confratello, scelto dal Priore, che, trasporta lungo le vie della Citt\u00e0 una pesante croce di legno, emulo di Simone di Cirene, l\u2019uomo che lungo la salita al Golgota, secondo i Vangeli, condivise con Cristo, ormai stremato dalla flagellazione e dagli altri supplizi che gli erano stati inflitti, il peso della la croce<\/p>\n<p>Caricarsi della croce rappresenta, per il Cireneo, non una mortificazione ma la grazia poter camminare assieme a Cristo Ges\u00f9, il cui amore divino redense l\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Condividere la sua croce e la sua sofferenza, cos\u00ec come portare sollievo a chi soffre, \u00e8 per il Confratello, uno strumento per ottenere la propria salvezza e contribuire alla salvezza del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;http:\/\/morteorazione.advisualweb.it\/wp-content\/uploads\/sites\/49\/2020\/01\/MG_31131111-scaled.jpg&#8221; 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