{"id":360,"date":"2019-12-08T20:16:52","date_gmt":"2019-12-08T19:16:52","guid":{"rendered":"http:\/\/morteorazione.advisualweb.it\/?page_id=360"},"modified":"2026-02-20T14:04:19","modified_gmt":"2026-02-20T14:04:19","slug":"il-cireneo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/?page_id=360","title":{"rendered":"Il Cireneo"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; admin_label=&#8221;Header Section&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_color=&#8221;#000000&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_fullwidth_slider use_bg_overlay=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; min_height=&#8221;588px&#8221; custom_margin=&#8221;||-23px|||&#8221; custom_padding=&#8221;||2px|||&#8221; auto=&#8221;on&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_slide _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; background_image=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Foto-Roselli12-1-scaled-1.jpg&#8221; background_enable_image=&#8221;on&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_transition=&#8221;on&#8221; title_text=&#8221;Foto Roselli12&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_slide][\/et_pb_fullwidth_slider][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_color=&#8221;#000000&#8243; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; module_id=&#8221;STORIA&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/241_Alex-Marchesani-scaled-1.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; title_text=&#8221;241_Alex Marchesani&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A quell\u2019uomo che, scalzo e sofferente, porta la croce per conto di tutti, \u00e8 riservato un destino apparentemente strano: nonostante il suo grande e gratuito \u201cservizio\u201d, alla sua persona nessuno mai assocer\u00e0 un nome. Nessuno, tranne il Priore dell\u2019Arciconfraternita cui spetta l\u2019onore e l\u2019onere di indicare di volta in volta chi sar\u00e0 il prescelto, la cui identit\u00e0 sar\u00e0 in seguito annotata sul \u201clibro dei cirenei\u201d conservato sotto chiave a Santa Chiara, al quale nessuno potr\u00e0 mai avere accesso. Un mistero che, a ben vedere, rappresenta il significato pi\u00f9 profondo e decisivo di questi due giorni lancianesi: il Cireneo senza volto, introdotto nella scenografia dei riti quaresimali solo nel primo dopoguerra, altro non \u00e8 che un modo simbolico per emulare in eterno l\u2019umilt\u00e0 dei gentiluomini fondatori della confraternita che, con il capo coperto dal cappuccio proprio per restare anonimi, si premuravano di raccogliere i morti nei periodi di peste, assicurando la cristiana sepoltura anche a chi non poteva permetterselo. Oggi come allora, insomma, uomini umili al servizio caritatevole di tutti i loro fratelli.<\/p>\n<p>Non a caso, quindi, la scelta del Cireneo, che avviene solamente qualche istante prima dell\u2019uscita della processione, rappresenta il momento pi\u00f9 intenso e, per certi versi, pi\u00f9 delicato di questi giorni. Tutto si svolge a porte chiuse nell\u2019Oratorio della Chiesa di Santa Chiara, la sede dell\u2019Arciconfraternita, dove i circa duecento confratelli si riuniscono alla spicciolata a partire dalle prime ore del pomeriggio.<\/p>\n<p>Mentre tutti pregano e si preparano puntigliosamente alla processione, il Priore si ritira in meditazione per affidare la sua scelta al Signore. Una volta presa la delicata decisione, va comunicarla all\u2019interessato. \u00c8 l\u2019attimo pi\u00f9 difficile perch\u00e9 spetta all\u2019abilit\u00e0 del Priore fare in modo che nessuno riesca ad identificare il prescelto: il segnale pu\u00f2 essere uno sguardo, una parola detta a mezza bocca, una pacca sulla spalla o, anche, una comunicazione per interposta persona. L\u2019importante \u00e8 che nessuno si accorga di nulla, come \u00e8 sempre stato fino ad oggi: verrebbe meno la sacralit\u00e0 di un istante che rappresenta un vero e proprio premio per il confratello che nel corso dell\u2019anno si \u00e8 distinto per impegno e zelo nelle attivit\u00e0 della confraternita. Una scelta travagliata, tutta nelle mani del Priore. Una decisione che pu\u00f2 protrarsi a lungo e alla quale, addirittura, il prescelto pu\u00f2 anche opporre il suo rifiuto: come nella vita, la sofferenza si accetta con grande libert\u00e0. Se il cireneo dice no tocca al Priore accollarsi la croce e portarla in processione per le strade della citt\u00e0.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Olivier-Jules111-scaled-1.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; title_text=&#8221;Olivier Jules111&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Olivier-Jules103-scaled-1.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; title_text=&#8221;Olivier Jules103&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p><strong>Il Cireneo di Lanciano <\/strong><\/p>\n<p><em>di Piergiorgio Greco, giornalista<\/em><\/p>\n<p>Un uomo, una citt\u00e0. Una croce, migliaia di preghiere, speranze, desideri, gioie, dolori. Quell\u2019uomo riassume una citt\u00e0, quella croce che porta sulle sue spalle \u2013 pesante, fredda, spigolosa, eppure ricca di significato e di speranza \u2013 ricapitola in s\u00e9 tutte le attese profonde di una Lanciano che, forse, non aspetta altro che veder uscire proprio quell\u2019uomo con quella croce dalla chiesa di Santa Chiara, il Gioved\u00ec e il Venerd\u00ec Santo, tra le orazioni incessanti, le luci e il calore delle fiaccole, le note meste della banda e il rumore inquietante delle arcaiche racanelle.<\/p>\n<p>Un\u2019attesa che dura un anno intero: se non appartieni a questa citt\u00e0 forse, anzi sicuramente, non puoi capire la portata, l\u2019intensit\u00e0, il significato di quella croce. Non ne senti il peso. E forse, anzi sicuramente, se non appartieni a Lanciano non puoi comprendere il coraggio, l\u2019emozione, il dolore e la gioia di chi viene scelto ogni Gioved\u00ec e Venerd\u00ec Santo per portare quella croce e, con essa, le migliaia e migliaia di croci, e attese, e speranze di una citt\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Quell\u2019uomo con quella croce \u00e8 il <strong>Cireneo<\/strong> di Lanciano, che si carica di un fardello non suo proprio come Simone di Cirene che fu scelto per aiutare Ges\u00f9 nella sua tremenda salita verso il Calvario, duemila anni or sono.<\/p>\n<p>Grazie a quell\u2019uomo e a quella croce, il Gioved\u00ec e il Venerd\u00ec Santo lancianesi rappresentano un vero e proprio unicum nel variegato panorama della Settimana Santa in Abruzzo. Nei giorni che precedono la risurrezione del Salvatore, infatti, la citt\u00e0 cerca con lo sguardo e con il cuore non solo il Cristo morto, non solo Maria Addolorata, non solo i simboli tradizionali della passione ma anche, se non soprattutto, il protagonista senza volto e senza nome della processione degli Incappucciati, il gioved\u00ec, e di quella del Cristo Morto, il venerd\u00ec, i due riti orgogliosamente orchestrati dal sodalizio che, dalla fine del XVI secolo, rappresenta un punto di riferimento religioso e sociale del capoluogo frentano: l\u2019<strong>Arciconfraternita della Morte e Orazione sotto la protezione di San Filippo Neri<\/strong>.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/morteeorazionelanciano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Foto-Roselli4-1-scaled-1.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; title_text=&#8221;Foto Roselli4&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venuto a conoscenza della decisione, il prescelto viene accompagnato dal Priore in un\u2019apposita camera per la vestizione: <strong>la stanza del Cireneo<\/strong>, dove indossa il saio nero, il cappuccio e il cordone di crine nero con il rosario ma, a differenza di tutti gli altri confratelli, cammina scalzo e non porta la fascia con il medaglione che certifica l\u2019appartenenza alla Confraternita. Quando il cireneo esce dalla sua stanza, \u00e8 il Priore stesso a caricarlo della croce di ben venticinque chili, conservata nella chiesa insieme a tutti gli altri simboli della Confraternita. La tensione, a questo punto, raggiunge il culmine: spesso il prescelto, per la forte emozione, si mette a piangere, a volte prega con intensit\u00e0, altre volte ancora rimane in silenzio quasi incredulo per tanto onore. Ma resta sempre un momento impossibile da raccontare, dove le emozioni e la fede prevalgono su ogni altra cosa.<\/p>\n<p>Adesso la processione \u00e8 pronta per uscire da Santa Chiara e dar vita ad uno spettacolo incomparabile che lambisce corso Roma, Santa Maria Maggiore, via Cavour, piazza Plebiscito e via dei Bastioni: i confratelli con le loro fiaccole formano due ali luminose, in mezzo alle quali cammina il Cireneo chino sotto il legno pesante. Quell\u2019uomo con quella croce, su cui si appuntano gli sguardi di tutti, prega incessantemente, soffre silenziosamente, spera con certezza. Per conto di tutti e per il suo cambiamento interiore. \u00c8 impossibile rimanere uguali a prima: essere scelti come Cireneo segna la propria vita indelebilmente.<\/p>\n<p>Il Gioved\u00ec Santo l\u2019uomo con la croce \u00e8 preceduto dallo <strong>Stendardo<\/strong> dell\u2019Arciconfraternita e seguito dal <strong>Talamo<\/strong> con la croce che reca la frase di Costantino \u201cIn hoc signo vinces\u201d, le due clessidre a significare il tempo che scorre, la spugna e la lancia e i tre monti di piet\u00e0, a memoria delle secolari attivit\u00e0 caritative della confraternita. I confratelli \u2013 rigorosamente uomini \u2013 portano il volto incappucciato in segno di uguaglianza di fronte al Mistero redentore, ma anche di vergogna per il tradimento di Giuda, massima espressione del peccato. Il Venerd\u00ec Santo, invece, la processione \u00e8 pi\u00f9 articolata e ampia: il corteo \u00e8 aperto dalla \u201c<strong>Pannarola<\/strong>\u201d, una sorta di vessillo che indica la via da seguire per la santit\u00e0, seguito dai diversi <strong>Talami della passione<\/strong>, altrimenti detti \u201c<strong>Misteri<\/strong>\u201d, dalle statue del <strong>Cristo Morto<\/strong>, della <strong>Madonna Addolorata<\/strong>, di <strong>Maria di Magdala<\/strong> e <strong>Maria di Cleofa<\/strong>. Oltre ai confratelli, inoltre, ecco le consorelle: tutti a volto scoperto. Tutti, tranne il Cireneo ovviamente.<\/p>\n<p>Lanciano intera, che in cuor suo non attende altro che quell\u2019uomo e quella croce, assiste silenziosa e commossa, mentre le note del miserere di Masciangelo, e le musiche solenni e drammatiche di Bellini e Ravazzoni, riempiono l\u2019aria di devozione e raccoglimento. Il silenzio \u00e8 quasi surreale, interrotto solo dall\u2019incedere lento e cadenzato, e dalle preghiere.<\/p>\n<p>Quando la processione rientra in Chiesa, a tarda sera, si ripresenta il problema iniziale: evitare che il Cireneo venga identificato mentre lascia la croce e si sveste. Ma senza dubbio il fermento che si respira in questo momento conclusivo, insieme alla grande folla che assiepa la Chiesa di Santa Chiara per fare finalmente un po\u2019 di compagnia a Ges\u00f9 nel Sepolcro, facilita la salvaguardia di un segreto che i lancianesi considerano da sempre come propriet\u00e0 e bene di tutto il popolo. Si rimette a posto la croce, si sistemano i vari simboli dell\u2019Arciconfraternita: passer\u00e0 un altro anno prima che la citt\u00e0 tutta possa vedere uscire da quella chiesa quell\u2019uomo senza volto e senza nome con il pesante legno sulle spalle.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A quell\u2019uomo che, scalzo e sofferente, porta la croce per conto di tutti, \u00e8 riservato un destino apparentemente strano: nonostante il suo grande e gratuito \u201cservizio\u201d, alla sua persona nessuno mai assocer\u00e0 un nome. 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